Varia di Palmi

Un colpo di cannone mette in moto la Varia, un enorme carro che rappresenta l’universo e l’assunzione in cielo della Vergine Maria. Ad amplificare la spettacolarità sono i figuranti umani che prendono posto sopra al carro, in particolare l’Animella, una bambina seduta in cima che oscilla avanti e indietro alla spinta degli ‘mbuttaturi, sfidando la paura e tenendo tutti gli spettatori col fiato sospeso.

Le origini della festa vanno parecchio indietro nel tempo. Nel 42 d.C. i messinesi per compassione mandarono a Gerusalemme un’ambasceria alla Madonna; lei rispose con una lettera di benedizione insieme ai propri capelli. La Madonna della Sacra Lettera divenne così patrona di Messina. A distanza di moltissimi anni, nel 1575, il destino di Messina e Palmi si incrocia quando scoppia un’epidemia di peste che vede decimata la popolazione di Messina. La città di Palmi aiuta i messinesi con generi alimentari e accogliendo i profughi della città siciliana. Come segno di riconoscenza per l’estrema generosità, Messina dona a Palmi un reliquiario con un capello della Madonna della Sacra Lettera. Da questo momento Palmi celebra la Madonna della Sacra Lettera, rievocandone, l’ultima domenica di agosto, l’assunzione in cielo.

Il 16 agosto ha luogo la calata du cippu: viene trasportata la base della V aria (cippu) fino all’Arangiara, il luogo in cui verrà costruita la macchina. Sopra alla base viene costruita una struttura in acciaio di forma conica, con un sistema sferico che simboleggia il globo terrestre e altri seggiolini, messi in movimento da ingranaggi, sui quali siedono bambine angelo. Tale struttura viene decorata in cartapesta, spolverata con mica dell’Aspromonte, un minerale che dà alla macchina un bellissimo effetto di brillantezza. La Varia ha un’altezza di 15 metri, pesa complessivamente 20 tonnellate ed è trasportata da 200 ‘mbuttaturi – “spingitori” – divisi in cinque corporazioni: artigiani, bovari, carrettieri, contadini e marinai. Ogni corporazione ha una propria divisa e occupa una delle cinque travi poste alla base del carro.

In cima alla Varia vi è un seggiolino sul
quale siederà l’Animella, simbolicamente
sorretta dal Padreterno, che sta in piedi su
una piattaforma proprio sotto di lei.
L’Animella e il Padreterno, per poter
salire sul carro dovranno partecipare,
alcuni giorni prima della festa, a una
selezione che culminerà con l’elezione dei due figuranti. L’Animella, inoltre, dovrà superare la cosiddetta prova di coraggio. In questa occasione si testa la tenuta della bambina in cima alla Varia, anche attraverso simulazioni dell’oscillazione del seggiolino durante il trasporto.

Alle 17 inizia il corteo che accompagna verso il carro l’Animella e tutti i figuranti che popoleranno la Varia. Alle 19 il colpo di cannone è il segnale per la scasata, ovvero la partenza: gli ‘mbuttaturi delle cinque corporazioni iniziano così a trainare con la spinta il carro e vengono aiutati anche dai cittadini di Palmi, che prendono parte attiva tirando anch’essi la miracolosa macchina per mezzo di funi ancorate alla struttura. Il percorso procede dritto per tutto corso Garibaldi per poi tornare indietro fino a piazza I Maggio, termine ultimo del tragitto. L’Animella, dall’alto della sua postazione, lontana dal frastuono e dalla fatica che c’è alla base della Varia, dà costantemente la benedizione, con il segno della croce, alla popolazione.

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